TAR Lazio: sulla illegittimità del diniego alla concessione di occupazione di suolo pubblico nel centro storico di Roma.

Tar Lazio, sede di Roma – Sez. II Stralcio – sentenza del 30 maggio 2023, n. 9157 –  Pres. Riccio, Rel. Monica.

Il TAR del Lazio ha ritenuto illegittimo il provvedimento di diniego di occupazione di suolo pubblico (O.S.P.) basato su pareri negativi che, a loro volta, non tenevano conto della reale portata e delle caratteristiche dell’O.S.P. medesima.

In particolare, il TAR ha affermato che i rilievi ostativi della Soprintendenza e della Polizia Municipale, svolti relativamente ad una prima richiesta di O.S.P. di una Società esercente attività di somministrazione di cibo e bevande nel centro storico di Roma, non avevano debitamente preso in considerazione le modifiche apportate, in un secondo momento, al progetto di O.S.P. da parte della medesima Società ricorrente.

In tal modo, i suddetti pareri avevano insistito nel considerare l’occupazione in parola interferente con il cono visivo della Chiesa di S. Eustachio, nonostante la ricorrente avesse, dopo il primo diniego, modificato il prospetto e ridotto in maniera consistente il numero di tavolini e sedie di cui al progetto di O.S.P., nonché eliminato da quest’ultimo l’utilizzo di ombrelloni.

Il TAR ha dunque ritenuto fondato il ricorso della Società che, anche attraverso la produzione di simulazioni grafiche, aveva dimostrato che la collocazione al lato della strada dei tavolini permette a chi percorre la via interessata dall’O.S.P. di godere di una visione libera da qualsiasi ingombro del monumento.

Inoltre, il TAR ha altresì aderito alle censure della ricorrente, nella parte in cui questa aveva evidenziato un ulteriore vizio del provvedimento di diniego, per disparità di trattamento rispetto ad altro esercizio commerciale situato nelle immediate vicinanze della medesima Chiesa, a cui invece era stata concessa l’O.S.P.

Da ultimo, la sentenza in commento ha rilevato anche l’infondatezza del parere della Polizia Municipale, che aveva contestato la presunta necessità di assicurare la previsione di elementi para-pedonali, a ben vedere esclusa dalla normativa nel caso di specie, trattandosi di via situata all’interno di un’isola pedonale.

Il testo della sentenza è consultabile qui: sentenza 9157_2023.

Studio Legale Fidanzia Gigliola
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